Franco Giustino e Fabrizio Ciccarelli per Jazzitalia.net

“PERFECT WORLD”
Felice Clemente – Sax tenore e soprano, Danny Grissett – piano, Valerio Della Fonte – Contrabbasso
Gregory Hutchinson – batteria.
Uscito nel 2006, “”Perfect World”” di Felice Clemente (cui ha fatto seguito una versione live uscita nel corso di quest’anno) costituisce la terza prova da solista, questa volta optando per una formazione quasi inedita, un quartetto di assoluto rilievo.
Quella del sassofonista è una scelta internazionale e di peso, con la presenza di artisti del calibro di Hutchinson alla batteria (collaborazioni con Joshua Redman, Dianne Reeves e Dee Dee Bridgewater), Grisset (batterista di Tom Harrell), oltre all’amico e compagno di diverse avventure musicali, Valerio Della Fonte, con il quale divide alcuni dei 9 temi allestiti per questo album, oltre a due interessanti riletture di Piazzolla e Tracanna. Del cd volentieri si ascoltano lo spirito della profonda conoscenza della tradizione e dei linguaggi ad essa legati, le accurate espressioni moderne ed il grande senso melodico.
Dotato di grande impulso naturale, che si estrinseca splendidamente nell’uso del soprano che ne pone in luce con ampiezza le capacità, Felice sembra spesso intenzionato a trasformare la comunicazione musicale in una sorta di intimo segreto, segnato da un vigore espressivo ben supportato e controllato da una perizia e da un’eleganza tutt’altro che comuni.
Numerosi sono i momenti improvvisativi in cui è intuibile una raziocinante inventiva alla ricerca di equilibrio e volontà comunicativa; lo spessore creativo appare opportunamente privo di angolature e spigolosità intellettualistiche, vivace secondo l’intenzione di proporre spontanea tonicità, peraltro elegantemente disposta in brani quali “”African Sea”” e, soprattutto, “”Oblivion””, magnifico evergreeen di Astor Piazzolla.
Stimolante è il dialogo con i comprimari: da leader esperto gestisce l’attenzione del complesso organizzativo del gruppo, ed il risultato non può che giovarsi del grande interplay dei quattro. Una prova convincente, dunque, piacevole all’ascolto e di intelligente disposizione estetica.”

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