(g.h.) Alias, n°42, 25/10/2003

Titolo ironicamente programmatico per questa opera prima di bel valore: la memoria prende le coordinate del Way Out West di Sonny Rollins, ed è proprio al Saxo-phone Colossus re del calypso in jazz che occhieggia il sassofonista di origine calabrese. Rollins, ma anche Monk, Silver, Gordon, Henderson. Sin qui nulla di spe-ciale. Speciale è invece il fatto che, mentre gran parte del nuovo jazz insegue le sirene del «progetto», lascian-do dietro la musica, qui il suono è dichiaratamente epi-gonico, ma saettante e coeso come ben di rado capita di ascoltare. Merito delle idee compositive e del suono, grosso e intelligente di Clemente, ma anche della scelta dei partner: a cominciare dalla tromba di Giovanni Fal-zone (altro emergente di bella forza), e dal pianoforte di Massimo Colombo, veterano della tastie-ra qui perfetta-mente a suo agio nel ruolo di affilato e sobrio sideman.

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