Jazz Convention – Year 2004 – Fabio Ciminiera

“Felice Clemente espone in Inside me, suo secondo lavoro, le coordinate del proprio mondo musicale: il jazz, innanzitutto, ma anche le varianti, le radici, gli accenti che, nel corso della storia ormai secolare della musica afroamericana, ne hanno arricchito e modificato lo sviluppo. Vale a dire che le composizioni presenti nel lavoro del sassofonista sono piacevoli innesti sulla matrice di fondo di atmosfere che di volta in volta si rifanno al blues, al latin jazz, all’introspezione e alla riflessione, agli interventi europei nella cultura jazz e così via, valorizzando in corso d’opera l’intervento dei musicisti presenti nel disco.
L’equilibrio di Inside me viene proprio dalla tranquilla e sapida lettura del materiale, sia umano che musicale, a disposizione e dell’utilizzo che Felice Clemente ne fa: la forza, i lati positivi di questo lavoro risiedono nella capacità di inserire tasselli, di accostare suoni, di costruire melodie in grado di valorizzare al meglio le idee del sassofonista, lo sforzo dei suoi musicisti. La formazione decisamente ampia, tre fiati e un percussionista, e utilizzata con varietà, permette alla musica di Clemente di raccontare le diverse atmosfere dei brani, saltando, in un certo senso, la necessità di spiegare determinati passaggi: la successione dei brani che compongono il disco propone scarti tra la ballata romantica (Guardian Angels) e il funky ritmato (Get off here), tra il sostenuto El carrito la cui vena latina viene messa in evidenza dalle percussioni alla riflessiva La terza ragione, la malinconia di Winton, brano di Sonny Rollins per mettere in chiaro uno dei propri riferimenti al passato, alternata al blues scanzonato (Red Blues) e alla gioiosa Cornucopia, l’apertura del disco, My Little Star con la band al completo e ben guidata con le frasi costruite dai fiati e gli assolo che echeggiano l’accompagnamento, la chiusura affidata al’atmosfera riflessiva del brano di Ennio Morricone, Playinglove, suonato soltanto da sassofono e pianoforte.
Oltre all’ampiezza della formazione, il disco prende vita e sostanza dall’utilizzo dei suoni e degli strumenti, dall’alternanza ben curata di tromba e flicorno, dalla scelta nella gamma dei sassofoni, l’accostamento di percussioni e batteria, le sonorità particolari del trombone, il tutto viene concepito ed è conseguente nell’ottica del suono e della melodia. Infatti è proprio questo il punto saliente di questo lavoro, la ricerca di una linea da seguire e da raccontare attraverso la musica e le composizioni presenti in Inside me: risultato che viene cercato in modo diretto e senza sovrastrutture ridondanti, lasciando fluire la musica e seguendone la traccia nella costruzione degli assolo. Inside me diviene così un disco sereno, che rilegge la tradizione del jazz alla luce del carattere e della musicalità dei protagonisti.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi