Jazz Convention Year 2007 – Diego D’Angelo –

“Felice Clemente Quartet “”Live”” Picanto Records 2007
Felice Clemente: sassofoni, Xavier Davis: pianoforte, Valerio Della Fonte: contrabbasso, Quincy Davis: batteria.
A circa un anno di distanza dall’ultima pubblicazione, “Perfect World”, Felice Clemente torna alla carica con un disco, “Live”, pubblicato, come il precedente, per la Picanto. Già dall’inizio troviamo quanto di più c’era piaciuto nel disco precedente, la straordinaria voce del suo sax soprano, che esalta profondamente il già bel tema che dava il nome all’album in studio. Qui il brano però è stravolto: rimane sempre quel suono carezzevole, avvolgente che lo caratterizzava, ma già nell’esposizione del tema qualche accento storto preso da Xavier Davis fa presagire un’evoluzione diversa: effettivamente il solo di Felice è un turbinio di volate in perfetto stile Hard Bop. Il brano si calma di nuovo con l’assolo dello stesso Davis, che gli permette di mettere in mostra il suo spiccato senso della melodia e del ritmo, in uno stile tutto suo, con una certa predilezione per sonorità blueseggianti che lanciano magistralmente il rientro del tema su una cascata di note, facendo lentamente tornare la musica avvolgente e emotiva, per poi di nuovo stortarsi su un pianoforte energico, tagliente, corale. Una rilettura magistrale, senza sbavature e che dà nuova linfa vitale a un brano già efficace.
L’unico standard presente in “Live” è una più che buona versione di “Body and Soul”: un sax tenore davvero struggente e sottile, a fior di labbra ma con suono potente esalta la bellezza del notissimo tema. Lo swing del brano è perfetto, giustamente rilassato, e in grado di creare una atmosfera decisamente efficace. Si torna poi in direzione del disco in studio con “Deep night”, altro brano a firma Felice Clemente che qui diventa serrato, da rilassato che era, grazie alla batteria quasi funky di Quincy Davis: è un brano carico, forte, convincente. Le stesse considerazioni valgono anche per “Dragon fly” sempre e comunque firmato Clemente – forse di taglio più cool, anche grazie all’uso del tenore, ma sempre vitale e di grande impatto: c’è spazio per un monumentale assolo di pianoforte ben strutturato, decisamente riuscito. E’ diventata invece vertiginosa “African Sea”, brano di apertura del disco in studio, qui presa più veloce: è un emblema del feeling dei musicisti, dà veramente l’idea che sul palco del Crocevia di Suoni Jazz Festival 2006 di Agrate Brianza – dove è stato inciso l’album – si siano divertiti moltissimo. A chiudere il disco, due chicche registrate dall’altra parte d’Italia, al TerniInJazzFest, “My secret desire” e “Danzon”, il secondo a firma Tino Tracanna e qui Felice ha voluto reiterare il suo omaggio a uno dei musicisti più interessanti del nostro paese. In definitiva un ottimo disco, giusta prosecuzione del viaggio iniziato l’anno prima, che è diventato ancora più intrigante.”

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