MUSICA JAZZ magazine – maggio 2012 – a cura di Neri Pollastri

Aire Libre – eccellenza di suoni e di tessitura dialogica.
Un lavoro lirico di immediata fruizione, davvero ben suonato e ottimamente riuscito
Un incontro tra culture diverse, aperto verso eclettiche suggestioni: il duo di Clemente con il chitarrista classico argentino trapiantato da venticinque anni in Italia, ha impianto semplice e tradizionale ma vive di impasti originali. I dieci brani sono per metà della penna dei due protagonisti (tre di Clemente e due di Forte) e per l’altra pescano nella musica latinoamericana, reinterpretandola in modo intelligente e originale, in virtù dell’eccellenza dei suoni e della loro tessitura dialogica, di cui sono esempi eminenti le improvvisazioni che occupano le parti centrali di Perro Verde e Lila (quest’ultima curiosamente attraversata dal battito di un metronomo). I rilevanti cambi d’atmosfera sono sospinti dal mutar strumento di Clemente: lirico al soprano, contemporaneo al clarinetto, viscerale al tenore (che esercita in solitudine in Chuku). Sempre deliziosi i fraseggi della chitarra di Forte, che vibra con suoni luminosi. Bella la rilettura del classico Misa Chico, che è però solo una delle perle di un lavoro lirico e d’immediata fruizione, davvero ben suonato e ottimamente riuscito.
Neri Pollastri

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