MUSICBOOM.IT – di Vittore Lo Conte

Felice Clemente Quintet – Blue of Mine Crocevia di Suoni Records 2009 Italia Conferma per l´alto livello del jazz italiano. Un disco come quello del sassofonista soprano e tenore Felice Clemente è una ventata d´aria fresca per il jazz italiano, al di là delle formule che possono piacere al pubblico od agli organizzatori ma ricco di qualità musicali, quelle che restano quando si ritorna ad ascoltare l´opera dell´artista dopo un periodo di tempo. Il blue evocato nel titolo proviene dal mare e dal cielo della Calabria, che hanno affascinato il leader durante una vacanza. Colori che ha cercato, con successo, di riportare nella scrittura e negli assoli che hanno trovato spazio su un CD che si ascolta tutto di un fiato, curato nei minimi particolare e tuttavia sincero, reale per quello che i musicisti coinvolti esprimono. Sono tutti brani riusciti, ben gestiti da un leader che ha il pregio di sapere amalgamare gli altri partecipanti all´impresa, quasi fosse ovvio o la cosa più naturale. Sono musicisti conosciuti nel panorama nazionale, che hanno già inciso numerose opere da leader e che qui si fanno sedurre dall´idea del collettivo, dell´esecuzione compatta, che però lascia abbastanza spazio alle loro individualità, ad assoli ricchi di gusto ed energia che stanno in empatia con la scrittura di Clemente. Oltre ai musicisti del gruppo coinvolti in questo progetto, ci sono gli ospiti Tino Tracanna al sax soprano e Antonello Monni al sax tenore, presenti in “Divertimento N.1″, un brano cameristico per trio di sassofoni. L´ispirazione regna sovrana per tutto il disco, che ha il pregio di cercare soluzioni che spaziano per il ricco patrimonio del jazz, si va da brani più ispirati alla tradizione europea ad altri in cui la matrice afroamericana emerge più marcata, come in “To Clifford”. Sono le chitarre di Bebo Ferra a creare colori cangianti, dall´acustico di “Imaharat” al ´elettrico di “Blue of Mine”, ed il pianoforte di Massimo Colombo a sottolineare ogni volta atmosfere in cui niente è dato per scontato, ricco di un´esperienza da cui trae fuori assoli che sono linee di perle luccicanti. E non dimentichiamo la ritmica: il solido Giulio Corini al contrabbasso ed il fantasioso batterista Massimo Manzi. Felice Clemente si ritaglia i suoi spazi con intelligenza, espressivi e lirici, dalla voce calorosa. Il suo è un disco riuscito, di quelli che hanno l´autorevolezza per restare, di quelli che tengono alta la bandiera del jazz nazionale. Vittorio Lo Conte.

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