RADIO RAI FILODIFFUSIONE canale 4 – 2

“Felice Clemente, musicista jazz
il sito del clarinettista e sassofonista italiano che con le ultime formazioni ha dato vita a due importanti progetti jazz
Felice Clemente è giovane, ma i suoi progetti si stanno già proponendo al pubblico e alla critica come punto di riferimento, di equilibrio tra rinnovamento e tradizione in un filone della musica – com’è il jazz – nel quale le alchimie compositive, tecniche e comunicative sono componenti fondamentali di un rapporto stretto tra creatore e fruitore.
Il sito del Felice Clemente quintet e del Felice Clemente septet, due formazioni che sono infarcite di grandi personaggi della musica jazz italiana da Marco Brioschi alla tromba (monzese del ’64, allievo di Emilio Soana, dalla limpida sonorità, in concerto con Bob Mintzer e Jimm Hall), Rudy Migliardi al trombone (studi al conservatorio a Torino, in orchestra alla Scala, al Regio di Torino, nella celebre orchestra ritmica della RAI di Milano, dedito sia al jazz che al classico e alla musica barocca, in orchestra con Paolo Conte), Massimo Colombo, compositore, pianista, (milanese, del ’61, studi in conservatorio di piano e composizione, in orchestra con tutti i grandi contemporanei, sperimentatore di sonorità acustiche ed elettriche, un’autorità, insomma), Massimo Manzi alla batteria (romano, del ’56, della Scuola popolare di musica del Testaccio, studi a Ravenna, collaboratore di gruppi e orchestre, insegnante al Conservatorio di Bologna), Valerio Della Fonte al contrabbasso (studi in conservatorio, poi in corsi specializzati in Italia e all’estero, suona musica classica e jazz), Loris Stefanuto alle percussioni (friulano, del ’67, studi in conservatorio, collaborazioni in orchestre classiche, jazz, etniche, insegna nei conservatori) mette in mostra non solo il percorso serio del fondatore delle formazioni, ma fornisce anche interessanti spunti nella presentazione dei due dischi incisi con la Splasc(h) records.
Un sito composito, pieno di vita, quella legata alla stratificazione radicata (vedi le geniali osservazioni di Richard Sennett, della Londo school of economics), del ricordo e dell’affetto per il luogo fisico e della memoria. Come si vede dall’ingresso, strutturato a mo’ di teatro rinascimentale.”

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