STRUMENTI MUSICALI – 30 gennaio 2015 a cura di Roberto Valentino

Recensione del disco “6:35 AM” su Strumenti Musicali magazine a cura di Roberto Valentino.

Quanti musicisti italiani suonano jazz? Tanti, troppi. Quanti dischi di jazz si producono in Italia? Tanti, troppi. A quanti festival o rassegne importanti partecipa un jazzista italiano che non sia una delle tre o quattro star di casa nostra? Pochi, molto pochi. Il più delle volte, quando suona, lo fa davanti al pubblico ristretto di uno dei pochi jazz club sopravvissuti lungo la penisola. Non se ne abbia a male Felice Clemente se, parlando di lui , si accenna a tali spinosi argomenti: il suo sembra, peraltro, il caso quasi emblematico di un jazzista (tecnicamente valido) che, con ammirevoli costanza e determinazione, cerca di farsi ascoltare su disco e dal vivo, nonostante le innumerevoli difficoltà legate alla (complicata) professione del musicista di jazz nel nostro paese. Venendo a 6:35 AM (Crocevia di Suoni), si tratta di un CD degno di ascolto, benché non ostenti uno spirito particolarmente spregiudicato o innovativo. Accanto al sassofonista (tenore e soprano) milanese ci sono due “ritmi” di indubbia affidabilità e fantasia quali il contrabbassista Paolino Dalla Porta e il batterista Massimo Manzi. Ospite, in quattro dei nove brani, Daniele Di Gregorio a vibrafono e marimba. Jazz formalmente impeccabile, brioso e accattivante, che prende spunto da temi ariosi e gradevoli, questo di Felice Clemente. Una musica, detto in estrema sintesi, “onesta”, aggettivo che lo stesso sassofonista usa per descriverla.

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi