«Uno spirito inquieto in perenne cambiamento»: così Musica Jazz titola l'intervista a Felice Clemente firmata da Patrizia Landriani nel numero di maggio 2015, uscito pochi mesi dopo il disco del trio «6:35 AM».
Felice racconta come è arrivato al jazz: il clarinetto ricevuto a nove anni dal nonno materno, gli studi classici, la scoperta del jazz verso i quindici anni con Side Steps, Yellowjackets e Weather Report, e poi a ritroso fino a Charlie Parker, Lester Young, Coleman Hawkins e Sonny Rollins.
Parla dell'insegnamento, cominciato a ventun anni, e della funzione sociale della musica; della Mixiland Jazz Band, nata nel 2006 per far suonare insieme i suoi allievi; dell'etichetta Crocevia di Suoni, fondata nel 2007 per scegliere in libertà musicisti, progetti e tempi di uscita.
Al centro c'è il trio con Paolino Dalla Porta e Massimo Manzi, nato da un concerto del 5 luglio 2013 e registrato esattamente un anno dopo, con Daniele Di Gregorio ospite a marimba e vibrafono. Felice anticipa il disco in duo con Javier Pérez Forte che sarebbe diventato «Evolución» e racconta come sono cambiati la sua improvvisazione e il suo suono, con Wayne Shorter come riferimento al soprano. Nelle stesse pagine c'è la recensione di «6:35 AM».