Recensioni 2018

IL GIORNALE / 19 gennaio 2018
Articolo di Luca Pavanel

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MESSAGGERO.IT / 27 gennaio 2018
A cura di Rita Vecchio

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MUSIC ZOOM / 18 luglio 2018

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ALIAS / 4 agosto 2018

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MUSICA JAZZ / Agosto 2018
Recensione di Gaeta

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JAZZ CONVENTION / 3 settembre 2018

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AVVENIRE / 30 settembre 2018
Articolo di Massimo Iondini

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LA REPUBBLICA / 30 settembre 2018

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SOUND 36 / 30 settembre 2018
Articolo di Erminio Garotta

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ALL ABOUT JAZZ | 19 ottobre 2018
Recensione di Mino Legacy a cura di Neri Pollastri

Un bel cofanetto che racchiude un CD, un DVD e un vero e proprio libro di novantotto pagine in italiano e inglese, di Andrea Pedrinelli, dal titolo Profilo critico di Mino Reitano: questo l’omaggio fatto dal sassofonista Felice Clemente allo zio materno, protagonista della canzone italiana dagli anni sessanta fino alla sua scomparsa, nel 2009, ma anche colui che con il suo esempio lo spinse da ragazzino ad avvicinarsi al mondo della musica.

Se il libro costituisce una interessante documentazione della vita e del percorso artistico del cantante di Fiumara, il DVD lo completa, documentandone un concerto del 1985 corredato da una iconografia privata, andando poi oltre e presentando momenti della registrazione del CD di Clemente, oltre un’intervista nella quale il sassofonista spiega le profonde motivazioni personali per un progetto di questo genere. Rimanendo invece al CD, che vede Clemente alla testa di un quartetto di ottimi musicisti, si tratta di un classico omaggio “in jazz” alla musica di Reitano, del quale vengono ripresi alcuni dei più noti successi: da ”Una ragione di più” a ”Vorrei”, passando per il classicissimo ”Era il tempo delle more”. A concludere un brano di Clemente in piena dedica, ”Mino Legacy”. Com’era prevedibile—e anche giusto, visto il tipo di operazione—si tratta di una rilettura piuttosto tradizionale delle canzoni di Reitano, in forma di “standard italiano.” Gli arrangiamenti dei brani, eseguiti da Nuzzolese, mirano a riproporli evidenziandone di volta in volta alcuni aspetti, o anche a mostrarli in forme nuove, dando loro ritmi o atmosfere originali. Nel libro allegato alcuni “riquadri” a cura di Clemente spiegano come ciascun brano sia stato sviluppato per il quartetto jazz. Gli arrangiamenti permettono anche ai musicisti—e in particolare a Clemente—di sottolineare gli aspetti melodici delle composizioni e di esibire le loro qualità interpretative. Caldo ed espressivo al tenore, con il quale apre il disco in ”L’uomo e la valigia”, Clemente si mette in luce particolarmente al soprano—al quale si conferma una delle voci più interessanti del nostro paese—per esempio in “Meglio una sera (piangere da solo),” con il quale mostra suono nitido e grande agilità negli assoli. Con entrambi gli strumenti, comunque, svolge eccellentemente e in modo non banale il ruolo di prima voce in un contesto melodico qual quello dei brani di Reitano. Accanto a lui ottime le prove del pianista Fabio Nuzzolese, presenza discreta ma non pedissequa al fianco del leader, del contrabbassista Giulio Corini, che si prende anche qualche spazio di libertà in assolo, per esempio in ”Se tu sapessi amore mio”, e del batterista Massimo Manzi, che sa irrompere quando serve (introduzione e prosieguo di ”Vorrei”) ma anche accompagnare con sobrietà una musica che vive di lirismo prima che di ritmo.
Lavoro in sé semplice e tradizionale, ma corretto e adeguato al meritevole lavoro complessivo dell’omaggio a una delle figure importanti del pop nazionale della seconda metà del secolo scorso.

Competenze

Postato il

17/03/2020

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